Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike): Era ovviamente il corridore più atteso e non ha deluso le aspettative, andando a conquistare il primo arrivo in salita della Corsa Rosa, rifilando distacchi superiori al minuto a tutti (con l’eccezione dell’ottimo Gall) e confermando, se ce n’era bisogno, che c’è un solo grande favorito al successo finale. Dopo il gran lavoro dei compagni di squadra, il danese dà un primo colpo a 5500 metri dall’arrivo al quale risponde il solo Pellizzari, che il 29enne si toglie di ruota dopo circa un chilometro iniziando così la cavalcata solitaria verso la sua prima vittoria di tappa al Giro e mettendo anche il primo tassello per la Maglia Rosa.
Felix Gall (Decathlon CMA CGM): Gran prova da parte dell’austriaco, che sceglie saggiamente di non rispondere all’accelerazione di Vingegaard e affronta la salita finale con il proprio passo, senza fare fuori giri e gestendo bene le energie. Riesce così a riprendere e saltare Pellizzari (che invece ha chiesto troppo a se stesso) e anche a riavvicinarsi al danese nel finale, chiudendo con soli 13 secondi di ritardo da lui. Quasi una vittoria per il 28enne, che se riuscirà a non avere giornate no (che però ha quasi sempre avuto nei GT) si candida a questo punto a un posto sul podio di Roma.
Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team): Ai diversi ottimi corridori che la Francia ha sfornato nell’ultimo periodo possiamo aggiungere anche il 22enne, che già negli ultimi mesi aveva evidenziato una bella crescita e che oggi è riuscito a chiudere al sesto posto, non molto lontano dalla top-5 e staccando di 15″ quello che, sulla carta, è il suo capitano, Storer. Essendo al suo primo Grande Giro non sappiamo quale potrà essere la sua tenuta sul lungo periodo, ma intanto è lì: chissà che non possa essere la rivelazione di questo Giro.
Enric Mas (Movistar Team): Dopo aver evitato le cadute degli scorsi giorni, dopo essersi anche “nascosto” piuttosto bene, lo spagnolo crolla nel primo vero test e su quello che dovrebbe essere il suo terreno, la salita. Staccatosi piuttosto presto, quando mancavano ancora sette chilometri all’arrivo, il 31enne ha provato a contenere i danni con l’aiuto dei compagni di squadra, ma al traguardo il suo ritardo è stato di quasi sei minuti. Il Giro è ancora lungo, ma non sarà semplice per lui rimontare.
Egan Bernal (Netcompany Ineos): Purtroppo per il colombiano, il momento di difficoltà vissuto nella quarta tappa, quando aveva perso contatto dal gruppo sulla salita di Cozzo Tunno (per poi riuscire a rientrare) non è stato un episodio isolato. Il 29enne, vittima prima del Giro di un’influenza, conferma di non essere al meglio e si stacca nello stesso momento in cui lo fa Mas, ma rispetto allo spagnolo riesce quantomeno a contenere i danni, chiudendo a quasi 3′ da Vingegaard. Un piccolo segnale che fa sperare che possa riprendersi in vista delle prossime tappe.
Johannes Kulset (Uno-X Mobility): L’obiettivo della top-10 finale si fa più difficile per il norvegese, che è andato in difficoltà appena entrati negli ultimi otto chilometri e ha poi ceduto quasi quattro minuti e mezzo al traguardo. Già nella quinta tappa, comunque, dopo aver perso terreno il giorno precedente, era andato all’attacco per recuperare terreno e ci era riuscito; chissà che questo non sia il modo migliore per lui per cercare di rientrare tra i primi dieci a fine Giro. Ma è un’operazione che a lungo andare rischia di essere molto dispendiosa.